Stupore

 

 

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I momenti di felicità di cui godiamo

ci prendono di sorpresa.

Non siamo noi che li troviamo,

ma loro che trovano noi.

Ashley  Montagu

 

 

Una domenica di novembre

 

domenica scorsa una nebbia leggera, una  pioggerellina così sottile che appena si percepiva mi hanno accompagnata     durante la  passeggiata nel bosco e lungo il fiume.

Assaporo un grappolo di uva fragola  che fa da orlo ai prati della nostra casa di campagna,

è ancora dolcissima

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salgo   poi fino sotto i castagni, alcuni ricci contengono ancora frutti carnosi

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Sulle foglie umide i passi sono  silenziosi, le felci leggere si affacciano sul sentiero,

il  muschio ricopre le pietre , ne fa piccoli quadri

felce

muschio

 Ho trovato una piccola tana, pare l’abitazione di uno spiritello dei boschi,

“il piazzale” ben pulito, recenti segni di passaggio  significa che   “è vissuta”,

quanto mi sarebbe piaciuto   veder spuntare due occhietti! di chi sarà mai?

proprio non lo so, ma trovarla è stato un piacere.

tana

Ritorno a casa, metto un pezzo di legna nella stufa  per trovare caldo al mio rientro   e decido di andare  ancora

a dare un’occhiata al fiume che scorre  vicino, il Bormida. Spesso si vedono

aironi cinerini. Oggi sono fortunata, anzi fortunatissima: un bel cormorano

allarga le sue ali e  si gode il timido raggio di sole che ha ferito le nuvole per

scendere fino all’acqua

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 Un raro airone bianco ha scelto un ciuffo di canne secche  per  confondersi con  la vegetazione,  pare  indifferente a ciò che lo circonda; non è così,

pochi eleganti e precisi movimenti ed eccolo con il  pesce nel becco

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in un ‘altra ansa del fiume un airone cinerino  aspetta la sua preda

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e  la morte per la vita da sempre si compie come un rito

mentre un uomo e una donna passeggiano

disegnando la loro ombra, laggiù , sotto il ponte mentre cala la sera.

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le bacche e le rose

 

 

ho comprato le rose alla bancarella del mercato

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ho rubato le bacche all’arbusto spinoso

le ho riunite nello scaldino di rame

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accanto ai vetri antichi

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non c’è stato il sole oggi, solo il calore  dei fiori.

Ali e piume, alberi e foglie

 

Le chiome fremono alla brezza leggera, silenziose le foglie dondolano e si adagiano

sull’acqua

 

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  un martin pescatore

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e la neve contro il cielo terso

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pare che le anatre abbiano indossato abiti in nuance con le foglie!

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anatra

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la giornata è stata tiepida, luminosa, proprio una bella giornata d’autunno e quando il sole sta  calando  manda ancora  raggi a velare d’oro la palude,

le anatre  già hanno reclinato il capo mentre  la cicogna  indugia in quella luce che

tinge l’acqua, l’erba  e le sue ali

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tre cicogne disegnano contro il cielo il loro

profilo

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e una nutria silenziosa scivola  lasciando una scia  d’argento

nutria

i richiami degli uccelli si fanno sempre più rari, è quasi  sera , la  luna è già spuntata.

Si specchierà negli stagni,  illuminerà gli argini,  altri animaletti  saranno in attesa del buio per vivere la loro vita.

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Tutte le foto del post sono state fatte al centro Cicogne – ‘Oasi Lipu di Racconigi (Cuneo)

il 7 novembre

 

 

 

 

Le zucche e l’autunno

 

 

Ho raccolto gli ultimi fiori del mio piccolo orto, aiutati dall’autunno  soleggiato molti boccioli di zinnie  e dalie sono  ancora  sbocciati, gli alchechengi  chiari paiono fatti di carta, il colore neutro ben si sposa con quello più acceso dei fiori e delle bacche,

le foglie cadute hanno tinte vivaci, ne raccolgo  per la composizione  sulla zucca

 

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le “codine  di volpe”, così io chiamo quelle erbe che crescono lungo le

strade di campagna,  danno un tocco di leggerezza compensando la

rotondità corposa della nespola.

Le zucche sono belle, allegre, accese da qualche bacca rossa fanno proprio

autunno.

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Sicilia

 

mi ha dato testimonianza di antiche civiltà da cui anche noi indubbiamente abbiamo attinto,  mi ha regalato visioni di terra coltivata con cura,  profumi, arte,  buona cucina,

pane fragrante, emozioni , fiori e colori.

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chi si allontana da questa terra proverà  struggente nostalgia e desiderio di ritornare.

Mignon

Kennst du das Land, wo die Zitronen blühn,
Im dunkeln Laub die Goldorangen glühn,
Ein sanfter Wind vom blauen Himmel weht,
Die Myrte still und hoch der Lorbeer steht?
Kennst du es wohl? Dahin!
Dahin möcht’ ich mit dir,
O mein Geliebter, ziehn

J.W    Goethe (1795)

 

Il Palazzo dei Normanni e la Cappella Palatina

 

 

 

Il Palazzo dei Normanni  ci accoglie con la ricca fioritura dell’albero del

Kapoc

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i frutti nascondono al loro interno una fibra leggerissima e lanosa

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Situata nella parte centrale del Palazzo dei Normanni,

la Cappella Palatina fu  costruita intorno al  1131 poco dopo l’incoronazione di Ruggero II, potente vichingo  dotato di eccezionali  capacità politiche  e fervida immaginazione, riuscì a riconoscere e a mantenere le numerose differenze etniche presenti sull’isola.

La Cappella Palatina riassume sia nelle forme architettoniche sia nella decorazione  musiva proprio  queste diverse tendenze.

Entro  e lascio che lo sguardo colga la bellezza dell’insieme, che si  soffermi su piccoli particolari,  sul soffitto in legno costituito da mille alveoli e stalattiti intagliati da maestranze orientali ,  sui mosaici su fondo oro,  una meraviglia!

soffitto

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finisce con queste immagini  dorate il viaggio in Sicilia.

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