ancora rose

 

 

sulla caraffa di rame a formare la classica “linea diagonale”,

ammorbidita dal colore intenso e caldo delle rose e del metallo.

E’  una composizione che non concede molta libertà alla fantasia,

lo schema è un po’ rigido, ma il gambo delle rose  così sano e

rigido, proprio adatto a questa linea  mi ha invitato a realizzarla,

eccola

linea diagonale 001 - Copia

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brocche di rame

le avevo acquistate, anni fa, alla fiera di San Martino.

Erano state esposte su un semplice sacco di iuta

steso sull’asfalto,   quale strada avranno percorso per

giungere fino a me?

Le ho immaginate sulla mensola di un caminetto, in una

cucina di un  tempo perchè il rame   “fa casa”,  irradia calore;

sul tavolo della mia cucina lascio, come  elemento d’arredo,

due casseruole di rame  che uso  abitualmente per cucinare,

le trovo rassicuranti….

Il colore del rame rende ancora più calda la tonalità delle rose e

delle foglie autunnali.

Winter is coming

 

 

sì, l’inverno sta arrivando, il pettirosso  si avvicina alle case,

a piccoli saltelli   esplora tutto il  mio terrazzo in cerca di briciole,

si ferma e mi guarda, fiducioso.

Quando la mia amica Loredana ha pubblicato sul  suo  blog  lo schema

del pettirosso sul ramo di rosa sono letteralmente corsa a tagliare

la stoffa,  a scegliere i fili  e ho iniziato a crocettare  con entusiasmo,

non vedevo l’ora di vederlo finito.

Ieri sera l’ultima crocetta, oggi l’ho inserito in una cornice che  avevo in

casa, mi pare sia intonata, sono soddisfatta!!  grazie Lori.

 

 

 

autunno, ancora autunno

 

 

sono ripetitiva, lo ammetto, ma di fronte  a questi colori

non si può proprio resistere, le mani si protendono da sole

a raccogliere bacche, foglie di vite selvatica, alchechengi….

e sulla bancarella del mercato c’erano rose  giallo-ruggine…..

non potevo privarmi del piacere di una calda composizione!!

 

 

 

 

 

rose d’autunno

 

 

 

 

raccolte in una giornata di pioggia, molte ancora in

bocciolo si sono aperte al calore della casa.

è una bellezza malinconica quella delle rose d’autunno,

è  un dolce sfiorire.

 

 

 

 

 

dedicato ad ogni foglia

 

 

che lascia l’albero, si adagia come coltre sul bosco per riscaldare

il  suo riposo,   non conosce nostagia o rimpianti cosciente che

tutto è un divenire, un mutare, anche la sua  morte, anche la morte

di ogni cosa e di ognuno.

 

La foglia

 

Lungi dal proprio   ramo,

                   povera foglia frale,

                   dove vai tu? Dal faggio

                  là dov’io nacqui, mi divise il  vento. 

Esso, tornando a volo

                   dal bosco alla campagna,

                   dalle valle mi porta alla montagna. 

Seco perpetuamente

                    vo pellegruna, e tutto l’altro ignoro.

  Vo dove ogni altra cosa,

                     dove naturalmente

                     va la foglia di rosa

                     e la foglia di alloro.

 

G. Leopardi

 

 

 

                

 

San Martino

 

 

da noi si va alla fiera a comprare il torrone, quello buono,

da generazioni sempre lo stesso, inconfondibile, sapore.

Mantenere le tradizioni è bello come ricordare quelle poesie

semplici che   scuola ci facevano  imparare a memoria  e

non  dimenticheremo  mai.

 

 

San Martino

 La nebbia a gl’irti colli 

piovigginando sale

e sotto il maestrale

        urla e biancheggia il mar;

         ma per le vie del borgo

dal ribollir de’ tini

va l’aspro odor de’ vini

l’animo a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi

lo spiedo scoppiettando:

sta il cacciator fischiando

su l’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi

stormi d’uccelli neri,

com’esuli pensieri,

nel vespero migrar.

G. Carducci

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