L’Etna

 

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“a muntagna”

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il vulcano attivo più alto d’Europa

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L’immagine di un vulcano ha  sempre richiamato alla mia mente un ambiente ostile, cupo, privo di vegetazione, il cui colore dominante fosse il nero delle colate laviche.

Confesso che non mi ero documentata affatto e, con mia grande sorpresa, ho trovato fino al limite previsto dal nostro viaggio e cioè i   1900  metri, la zona dei Crateri Silvestri,   un ambiente ricco di vegetazione,  di colori,  ” a muntagna” è zona di rara bellezza.

Il paesaggio si modifica in funzione dell’altitudine,  agli agrumi , mandorli, fichi d’india, peschi, pistacchi, melograni  si susseguono boschi di castagni , ho visto cercatori di

funghi con cestini colmi di bei porcini.

La ginestra, elemento tipico del paesaggio vulcanico con le sue radici  riesce a sgretolare la lava, fiorisce fino ai 1800 metri, molte erano ancora ricche di fiori.

Fino ai 2000 metri crescono i faggi e la betulla, oltre è il deserto vulcanico.

Sarei salita ancora, con i mezzi autorizzati e idonei, per vedere i grandi crateri, sono stata  comunque felice di  essere stata sull’Etna , mi sono inginocchiata per guardare da vicino le

coccinelle

coccinelle

i fiori che spuntavano dalla lava

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le tonalità che i minerali  conferiscono alle pietre

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una piccola “conca” ornata di erba e fiori

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Un aspetto della natura che non conoscevo e mi ha affascinata

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Fra arte barocca e vita di oggi

 

Siamo a Noto, la capitale del barocco

noto

 la Cattedrale

cattedrale

La Chiesa di San Domenico

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solo qualche immagine fra le molte scattate, impossibile pubblicare tutto.

Era una calda giornata di inizio ottobre, con un cielo che, come si può notare,

sembrava dipinto di blu,  prendiamo una spremuta di limoni,  buonissima

spremuta

sopra  di noi  un bel balconcino

balconcino

Non ho ancora detto di aver mangiato, in Sicilia, un pane saporito,

diremmo “come quello di una volta”, questo poi è una bontà

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“cunzato” con olio e ricoperto di pomodorini pachino,

quelli dolci e saporiti, tagliati a tocchetti.

Uno sguardo è rivolto all’arte e uno ai colori delle ceramiche

che sanno di sole

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Un’altra città ci attende, meravigliosa, la luce del sole la rende dorata,

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Il Duomo di San Giorgio

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La Chiesa di San Giuseppe

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Scicli

Da una pianura  compresa fra tre strette valli, il piccolo paese di Scicli è noto anch’esso per i suoi pregevoli edifici in barocco ibleo, uno dei più famosi è il Palazzo Beneventano del secolo XVIII

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un balconcino tipico di quest’arte ricca di esuberanze decorative

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  Il castello costruito in epoca medioevale e la chiesa

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Scicli è un piccolo, grande gioiello da ammirare camminando piano piano,

un paese dove ritornare.  

Punta Secca

 

Attraversando una pianura caratterizzata  da numerosi muretti a secco di pietra bianca,

si giunge a Punta Secca,un  piccolo borgo marinaro in frazione di Santa Croce Camerina

Provincia di Ragusa.

La spiaggia è  in prevalenza  rocciosa,  una però è sabbiosa ! quella dove sorge la “casa di

Montalbano”

 

panorama

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la verandina dove il commissario si sofferma ad osservare il mare sorseggiando, la sera, un calice di vino bianco fresco, magari ripensando ai piccoli dettagli raccolti durante il giorno che   potrebbero aiutarlo a risolvere il caso!  meditando talvolta sulla vita che vola via  e

porta pensieri tristi!  ridendo invece di gusto quando la sua amica Ingrid accorre in suo aiuto e  insieme si  scolano l’intera  bottiglia!!!!!!!!!!

Quante vicende ci ha raccontato Camilleri, ci ha fatto sorridere, ma anche riflettere, commuovere ,   rattristare.

La tavola sulla verandina non è apparecchiata

verandina

                forse la cameriera Adelina non ha lasciato nulla in frigo, meglio andare da “Enzo”, tanto il ristorante è proprio a due passi e di sicuro

il  pesce è sempre fresco e poi per il commissario “sempre il meglio c’è!!”

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Ho scherzato un po’, ma

la “casa di Montalbano”  per  godere della solitudine al mare  proprio mi piacerebbe!

La Villa del Casale

 

 

Poco lontano da Piazza Armerina, città dal bel centro storico barocco normanno, si trova La Villa del Casale, uno degli  edifici più importanti dell’epoca romana in Sicilia.

Fastosa villa patrizia, fu sepolta dal fango provocato da un’alluvione, nel secolo XII.

Scoperta soltanto negli anni cinquanta in  seguito a segnalazioni di abitanti del posto, si iniziarono i lavori per riportarla alla luce.

Famosi i suoi mosaici,  utili  anche per gli studiosi che riuscirono a datare

la costruzione della villa in un periodo che va all’incirca dal 320 al 370.

Un lungo corridoio interamente decorato con mosaici , alcuni dedicati alla caccia vera e propria, altri alla cattura di animali feroci da usare per i giochi nelle arene

corridoio

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in altre stanze i mosaici inscenano momenti più lieti

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elementi della natura

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Famosa la “sala delle dieci ragazze” che si stanno esercitando in giochi e prove ginniche indossando un costume molto simile al nostro bikini.

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un pregevole lavoro di abilità e pazienza che ci ha permesso di conoscere la vita dei patrizi in quel tempo.

In viaggio verso la Sicilia

 

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Un simbolo dalla storia articolata e avvolta nel mistero proprio perché legato alla mitologia. Dalla testa della Gorgone, i cui   capelli sono    intrecciati con spighe di grano, si irradiano tre gambe piegate all’altezza del ginocchio.  La Trinacria.

Oggi diciamo semplicemente che le spighe di grano rappresentano la fertilità del territorio, le gambe i tre promontori, punti estremi dell’isola: Capo Peloro, Capo Lilibeo, Capo Passero.

La nave  apre il mare, fra la schiuma bianca ondeggiano   sfumature blu scuro, grigie, verdi, si inseguono, si fondono per crearne di nuove,  si crea un solco nell’acqua che presto si richiuderà   riprendendo  il suo naturale movimento.

Un uccello si è imbarcato con noi, un passeggero tranquillo, in attesa di raggiungere la terra.

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La Sicilia, terra che  regalerà emozione, sorpresa, meraviglia, una terra magica, ci accoglie con questo tramonto mentre entriamo nel porto di Palermo.

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Tornerà il sole la mattina seguente per accompagnarci a Segesta .

Ammiriamo il tempio dorico del V secolo a.c, forse dedicato a Cerere la dea delle messi.

 

 

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si intravede fra gli ulivi mentre si sale il breve pendio e ci appare in tutto il tuo splendore

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Attorno al tempio ho conosciuto la mandragola (mandragora autumnalis) pianta mitica per eccellenza, la cui  storia lunga e complessa  ha lasciato testimonianze in varie parti del mondo, usata in pratiche magiche in molte culture.

Ha un curioso aspetto antropomorfo che, secondo la leggenda, è derivato dalla sua appartenenza  al mondo animale e vegetale insieme. Tossica certo, ma il  fiore  che pare nascere dalla terra, è molto bello.

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Da Erice, posto in alto ed esposto al vento, si gode di una bella visione su

Trapani e le saline

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palloncini

anche i palloncini osservano!

Ecco la pavimentazione fatta di pietre  di tutte le stradine di Erice

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la chiesa con il bel rosone

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rosone

A Erice, come in tutta la Sicilia,  un’altra arte merita grande attenzione, quella della pasticceria. I dolci siciliani fatti con gli ingredienti tipici come il pistacchio, le mandorle, il miele sono noti.

Famosi poi in tutto il mondo sono i dolci anticamente preparati nei  conventi, basti pensare alla “frutta martorana” cioè il marzapane di pasta di mandorle a forma di frutta o verdura che prende il nome dall’omonimo monastero palermitano.

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 le ceramiche colorate rallegrano

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un detto siciliano ci fa sorridere!

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Scendiamo sul mare per una breve visita alle saline con i mulini a vento

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una bella giornata ricca di cose nuove con il pensiero rivolto a  domani  quando ci attende

la visita alla Valle dei Templi.

La ricca area archeologica sede dell’antica Akragas fu la più importante colonia greca in Sicilia, dominata dai templi dorici immersi fra antichi ulivi e giardini di mandorli che già a

febbraio annunceranno la precoce primavera siciliana.

Tante delicate corolle daranno leggerezza alle maestose colonne dei templi.

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Il Tempio della Concordia, costruito verso la metà del V secolo a.c, è uno degli  edifici

meglio conservati del mondo greco in Sicilia forse perché consacrato nel 597 d.c come chiesa dedicata agli apostoli Pietro e Paolo.

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colonne di un tempio appaiono fra le pale di un fico d’India, ovunque si volga lo sguardo si incontrano reperti archeologici

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L’archeologia immersa nella natura a me piace, ha qualcosa di quieto, di riposante,

si lascia ammirare  con eleganza, senza opprimere.

Fra queste meraviglie vive la “capra girgentana”. Originaria di alcune regioni dell’Asia,

fu introdotta in Sicilia  nell’antichità  dai greci o forse dagli arabi; il suo nome deriva da

Girgenti, ora Agrigento.

Ha pelo lungo e bianco, sulla fronte un folto ciuffo che gli allevatori tagliano a frangetta,

bellissime le corna elegantemente attorcigliate. Era un animale a rischio estinzione, per questo motivo è stata  reintrodotta nella Valle dei Templi a farsi ammirare, come una dea!

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e non sa di vivere in un luogo così importante!

Il bosco aveva sete

 

le radici robuste degli alberi, quelle leggere dell’erba, il muschio e i licheni, tutto attendeva il ristoro della pioggia.

E’ giunta, ora con temporali, ora con  leggere collane di gocce che brillavano fra un raggio di sole e una nuvola nera prima di giungere a terra.

Il bosco vive il suo autunno,  timidamente  ci offre le prime immagini, quelle piccole che dobbiamo scoprire fra foglie secche dello scorso anno, cortecce contorte,  rami che il vento ha fatto cadere.

Camminare lentamente osservando, è un modo per me piacevole di trascorrere una domenica ancora calda e soleggiata.

Ho trovato  curiosi funghi “spinosi”, uno bianco e uno marrone

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accanto ad un riccio un fungo bianco più elegante, con cappella ondulata

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le foglie e gli steli  creano un contorno morbido, armonioso.

Su un vecchio tronco che indubbiamente giace a terra da molto tempo ho trovato questo  ventaglio bianco,  delicato  come un corallo

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E’ iniziata la danza delle castagne che rimbalzano da un tronco all’altro

tic, toc….  toc, toc, toc…

ne stanno cadendo molte, si notano   tracce di  roditori sulla loro polpa, dapprima un piccolo assaggio e poi una bella scorpacciata

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Della pioggia caduta nella notte, su questa lucente castagna sono rimaste  quattro gocce……. quattro specchi  che riflettono la mia immagine mentre sto fotografando!

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Bosco magico….. bosco amico.